Non è la gravità del danno a determinare quanto tempo ci vorrà per essere liquidati dalla compagnia: è quasi sempre la qualità (e il tempismo) della documentazione. Ecco gli errori che vediamo più spesso, e che costano settimane (anche mesi) di attesa (a volte "giustificata").
I 5 errori più comuni
1. Foto scattate col cellulare "al volo" Senza luce adeguata o senza inquadrare bene il punto d'urto rispetto al resto del veicolo: il perito, nel dubbio può giustamente contestare e periziare una "possibile" incoerenza del danno con la dinamica dichiarata, lasciando spazio a interpretazioni che, solitamente, sono cautelativamente al ribasso (ovvero PRIMA va dimostrato con certezza, POI va riconosciuto e quindi liquidato).
2. Targhe non leggibili Nelle foto o nella constatazione amichevole: un dettaglio che sembra minore ma blocca la pratica finché non viene chiarito. Il danno deve essere certo, e abbinato con assoluta certezza alla targa corretta.
3. Constatazione amichevole compilata male (o malissimo) Il cliente racconta una cosa, i danni ne dicono un'altra. Oppure firme mancanti, croci nelle caselle sbagliate, schizzo della dinamica poco chiaro. Tutti elementi che non potete e non dovete MAI sottovalutare.
4. Documenti del cliente incompleti Manca la copia della carta di circolazione, o anche solo del RETRO della carta di circolazione, o il documento d'identità è scaduto o illeggibile. Ricorda: ogni motivo è valido per sospendere la liquidazione, anche un documento parziale.
5. Preventivo inviato senza le foto di supporto o con foto inviate in un secondo momento e non collegate chiaramente alla stessa pratica. Inviare "a rate" i documenti al perito o al liquidatore non agevola la liquidazione: le compagnie gestiscono elevatissimi volumi di mail e PEC, e inviarne molte, con documentazione sempre diversa, aumenta solo il rischio di vedersi ricevere una comunicazione di richiesta di integrazione.
Come evitarli in pratica
Il modo più efficace è avere una checklist fissa da seguire per ogni pratica, sempre uguale, così non dipende dalla memoria di chi la compila quel giorno: foto (prima, durante, dopo), CAI, documento d'identità (FRONTE e RETRO!), carta di circolazione (FRONTE e RETRO!), polizza, preventivo dettagliato, e sempre INSERIRE IL NUMERO DI SINISTRO IN OGGETTO (se non lo avete, TARGA e DATA SINISTRO).
Se anche un solo elemento manca, la richiesta di integrazione arriva quasi sempre, e ogni richiesta di integrazione significa in media una-due settimane di ritardo in più. AH, per intenderci, questo vuol dire che IL VOSTRO BONIFICO ARRIVERA' TARDI, MOLTO TARDI.
Un consiglio pratico
Quando è il cliente stesso a doverti fornire alcuni di questi documenti (documento d'identità, CAI, eventuale referto se c'è stato un infortunio), il momento più critico è proprio la raccolta iniziale: più il metodo di invio è strutturato e guidato passo passo, meno probabilità ci sono che manchi qualcosa.
Lasciare che i documenti arrivino "come capita" (foto su WhatsApp, email sparse, un PDF a parte, un foglio fotocopiato e lasciato a mano) è la causa più frequente delle pratiche che si bloccano proprio sul finale: il vostro bonifico.
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